KENIA: LE DIFFERENZE ETNICHE DIVENTANO DIFFERENZE POLITICHE…
di Riccardo Chionne
Il Kenia, con la sua economia in crescita e con la sua stabilità interna, rappresentava il punto di riferimento per lo svolgimento del turismo e dei summit di livello internazionale dell’ Africa centrale. In passato infatti, l’ONU prediligeva Nairobi per riunirsi e discutere di problemi riguardanti le varie crisi ed emergenze del “continente nero”. Inoltre, il kenia possiede un’esercito ed una polizia ben addestrati. Ha un’organico efficiente.
E’ Mwai Kibaki (che negli anni ’70 ha fatto parte nel “governo Keniatta” e poi in quello di Moi ) il vincitore delle elezioni presidenziali e legislative del 27 dicembre. Il suo avversario, Raila Odinga (in passato tra i maggiori sostenitori di Kibaki) leader del Movimento democratico arancione, ha denunciato brogli nello svolgimento dei voti. Fin’ora sono morte circa 600 persone e 2500 sono fuggite dalle loro case per paura di essere linciate. A scatenare il caos sono stati soprattutto i luo (etnia di Odinga) i quali sono convinti che la loro minoranza non sarebbe stata rispettata dall’etnia Kikuyu (del presidente Kibaki).
In questo paese, con il passare degli anni, le differenze etniche sono diventate pian piano, anche differenze politiche. Infatti, queste elezioni sono state percepite come “qualcosa di vita o di morte”, in quanto , chiunque avesse perso, sarebbe stato totalmente estromesso dal potere e dall’ amministrazione statale.
I massacri sono stati fatti, e continuano a perpetrarsi con la stessa arma usata nel 1994 in Ruanda: il macete. Ma non basta, in questa guerra assistiamo all’uso di un’arma antichissima, ma a quanto pare non ancora fuori moda in certi posti: l’arco con le frecce! Il paese è ora spaccato in due e si spera che non si verifichi una totale ed infinita guerra civile. Spero, nell’ intervento tempestivo delle N.U. e nella saggezza dei due leader, i quali dovrebbero calmare gli animi, non fomentare gli odi e non acuire le rivalità. Ciò potrebbe trasformarsi nella rinascita del Kenia stesso, che ne potrebbe uscirne addirittura più forte e pronto ad affrontare le sfide del nuovo millennio. Pronto a diventare il paese leader-trainante dell’ Africa centrale, il Kenia è davanti ad un bivio: o il baratro o la rinascita.
Keniani, è giunto il momento di mettere da parte ciò che vi divide ed avvalorare ciò che vi unisce e che vi rende unici.
In bocca a lupo Kenia!
La repubblica keniana ha una superficie di 582 648 kmq, con una popolazione di 28 686 607 ab. con una densità di 53 ab/kmq. La sua capitale è Nairobi e l’unità monetaria è lo scellino del Kenia. Questo paese è membro del Commonwealth, ONU, UA e WTO. Confina a N con il Sudan e l’Etiopia, a E con la Somalia, a S con la Tanzania, a W con l’ Uganda e si affaccia a SE all’Oceano Indiano. Già colonia britannica, il Kenia è indipendente dal 1963 ed il primo presidente della Repubblica è stato il famoso Keniatta (leader dell’Unione nazionale africana del Kenia). Alla sua morte gli è succeduto Danie arap Moi, che nel 1982 ha instaurato un regime autoritario. Tuttavia, il multipartitismo è stato ripristinato nel 1991. Ora, Il Presidente della Repubblica, eletto per 5 anni a suffragio diretto, è capo dell’esecutivo, mentre l’ Assemblea Nazionale ha il potere legislativo. La lotta alla corruzione aveva avuto qualche esito positivo visto, che il FMI aveva riaperto i canali di finanziamento (chiusi dal 2000). Nel 2003 il Kenia ha firmato un accordo preliminare con l’Uganda e Tanzania per la creazione di un’unione doganale nell’ ambito della Comunità dell’ Africa dell’ Est (EAC).I gruppi etnici principali sono: Kikuyu 17%; Luhya 12,4%;Luo 10,6%;Kalenijn 10,6%;Kamba 9,8%;Kisi 6%; Menu 5%; Mijikenda 5%; Masai 1,5%. La lingua ufficiale è il Swahili e l’inglese. La religione:30% di animisti/credenze tradizionali; 55% di cristiani (di cui 28% protestanti; 19%cattolici;6% altri cristian)i; 6% musulmani ecc… Il settore primario è composto da alcune colture principali ( caffè, tè) e l’allevamento ovino e caprino è praticato dagli agricoltori nomadi. Il settore secondario è composto dall’oro, amianto…