13 marzo 2008
di Riccardo Chionne
ORA L'AQUILA IMPERIALE RUSSA HA VERAMENTE DUE TESTE
Nella storia della Russia non sono mai esistite vere elezioni, ma soltanto trasferimenti di potere già decisi dall' alto.
Il 2 marzo si sono svolte le elezioni presidenziali della Federazione Russa. Vladimir Putin ha deciso di rispettare la costituzione e di non ricandidarsi per un terzo mandato. Tuttavia, al fine di far eleggere il suo delfino, Putin ha utilizzato tutte le risorse a sua disposizione (giornali, radio, televisione, governatori locali, dirigenti di aziende pubbliche e private, presidi) ed alla fine il risultato non si è fatto attendere. Medvedev (del partito Russia Unita) è il nuovo presidente e stravince su tutti i suoi rivali con il 70% dei voti! Egli sederà sul trono solo il 7 maggio, quando Putin gli lascerà il testimone. La percentuale più elevata (92%) è stata nel Dagestan, quella più bassa a Mosca (68%). Molti sostengono che queste elezioni sono state una farsa, e che in realtà, coloro che hanno votato si aggirino solo intorno al 30%, mentre il resto deriva da falsificazioni. La percentuale ufficiale di votanti è stata, invece del 69%. Si dice che a Kirovskij, agli elettori si rilasciavano schede già compilate. A Krasnodar ed in molti altri seggi, per convincere la gente a votare, è stata organizzata un lotteria: in palio 10 auto e un'appartamento. Chi votava riceveva un gettone da inserire in un box speciale. In alcuni distretti di Mosca si offrivano ai pensionati souvenir gratis, e ogni due ore, la possibilità di partecipare ad un sorteggio in cui venivano messi in palio elettrodomestici, abbonamenti a centri sportivi, libri, set di vasellame, forniture alimentari, tagliandi per visite odontoiatriche con sconti del 50%, televisori. Inoltre, non da poco conto è è stata bocciata della candidatura alle presidenziali di Kassianov, (ex primo ministro di Putin) con il pretesto che molte firme raccolte fossero irregolari e l' ex premier è stato accusato di averle falsificate.
La cancelliera tedesca Angela Merkel, che tuttavia si è congratulata con Medvedev per la sua vittoria, ha espresso il proprio dispiacere sul fatto che gli osservatori internazionali non sono stati messi nelle possibilità di fare il loro lavoro. In effetti, l' OSCE, ossia l' Organizzazione per la Sicurezza e per la Cooperazione (l' organizzazione internazionale atta a vigilare sulla regolarità delle elezioni) ha deciso boicottare le elezioni, negando in tal modo il loro imprimatur. Tale decisione è stata presa dalla famosa organizzazione internazionale, in seguito alle restrizioni imposte dalle autorità russe. E l' Assemblea parlamentare del Consiglio d' Europa (Apce), l' unico organismo internazionale ad aver inviato osservatori, ha definito queste, essere <<elezioni non pienamente democratiche>>, sottolineando il favoritismo dei media nei confronti di Medvedev ( tra l' altro, i suoi viaggi da vicepremier, sono da due anni una presenza costante nella tv pubblica) . Questi possono essere alcuni indizi sulla presunta irregolarità di queste elezioni. Risaltano, poi, ai nostri occhi le lamentele dell' Economist. Il prestigioso settimanale denuncia che alcuni suoi reporter, non hanno potuto fare la cronaca delle elezioni, e svolgere in pace il loro lavoro. Alcuni poliziotti avrebbero detto ai corrispondenti dell' Economist <<Go back to England>> (Economist del 2 Marzo 2008) e spediti con forza sui taxi verso l' ambasciata Inglese di Mosca.
Lascia riflettere poi, che il Cremlino abbia soffocato con le manganellate degli agenti, alcune delle manifestazioni di protesta ( represse soprattutto a Mosca, mentre a S.Petroburgo 2.000 persone sembra che hanno potuto manifestare pacificamente il loro dissenso) messe in atto dall' opposizione. Come riporta la Repubblica del 4 marzo, alcuni manifestanti che gridavano << abbasso la monarchia e la successione>> sono stati brutalmente manganellati. In oltre, il leader delle forze di destra (SPS) Nikita Belikh (insieme ad altri attivisti) è stato portato in caserma, trascinato letteralmente dagli Omon, agenti speciali antisommossa, e con lui sono finiti nei cellulari della polizia anche Lev Ponomarov, leader carismatico dell' ONG per i diritti dell' uomo, Marina Litvinovic portavoce di Altra Russia e Denis Bilunov, il direttore del Fronte Civile Riunito, la formazione capeggiata da Kasparov.
L' opposizione a Putin può essere in tal modo riassunta:
Gennadi Zyuganov, (17,8%) il leader comunista che ha ottenuto molti più voti di quanto ci si attendeva. Anche lui ha denunciato brogli ed ha detto: << I nostri osservatori, quei pochi che hanno potuto controllare, hanno rilevato almeno 200 grosse violazioni. C'era chi distribuiva gratis la vodka pur di attirare gli elettori alle urne: soprattutto nei quartieri più popolari. >> (dalla Repubblica del 3 marzo 2008). In effetti, a Pietroburgo un rappresentante delle autorità di un quartiere ha offerto ad un' osservatore del partito comunista una bustarella di 10 mila rubli perché chiudesse gli occhi sulle irregolarità.
Gary Kasparov, l' ex campione di scacchi, che ha deciso di non andare a votare ed ha cercato di inscenare una manifestazione portando con se una busta di plastica con la scritta "io non partecipo a questa farsa" (tra l' altro, è bene dire che la legge vieta ogni comizio il giorno dal voto). Alcuni suoi collaboratori sono stati fermati dalla polizia.
Vladimir Zhirinovskil, (9,4%) l' ultranazionalista, che ha detto di fare ricorso, ma in verità non si aspetta che i giudici ascoltino le sue lamentele.
Andrej Boganov : del Partito democratico. Personaggio poco conosciuto, sostenitore dell'entrata della Russia nell' UE.
A parte la debole e, divisa e mal organizzata opposizione a Putin, ritengo che, sia untile sapere Chi sia Medvedev e le sfide prossime che lo attendono. Egli è stato primo vicepremier e presidente di Gazprom, il colosso energetico russo. Figlio di docenti universitari laureato in legge e con esperienza dirigenziale, Dmitrij entra in politica sotto l'ala di Putin. Fino a tre mesi fa non era così conosciuto, e potrebbe rappresentare il lato buono del potere oligarchico russo. La moglie, Svetlana Vladimirovna è il grande amore della sua vita: si conoscono dai tempi della scuola, oggi hanno un figlio di 11 anni. Con cosa dovrà fare i conti Medvedev: innanzitutto si troverà alle prese con una nuova <<guerra dei gas>>, e quindi dovrà risolvere il confronto soprattutto con una ex repubblica sovietica: Ucraina. Dovrà, infatti, evitare un ennesimo conflitto commerciale. Alcuni dicono che il nuovo presidente metterà a tacere Putin ed i suoi compari, al fine di possedere soltanto lui lo scettro del potere. E' possibile che ci siano dei cambiamenti, ma non è detto che siano in meglio. Quale sarà la divisione dei poteri tra la presidenza (che di legge è la massima carica dello Stato) e il premier? Da tale situazione di dualismo di potere, si pensa anche che si possa creare un conflitto di poteri tra le due massime cariche dello Stato. Ciò finirà per paralizzare l' attività di governo. Ora che il premierato è detenuto da Putin, molti si aspettano che tale carica venga trasformata nel più alto pubblico ufficio della Federazione Russa. Sarà tutto un imbroglio oppure rimarremo stupiti dalla nuova Russia post- muro?! Spero tanto in quest' ultima ipotesi. Fin dai tempi dell' URSS il potere è centrato nelle mani del presidente, ma ora che Putin diverrà primo ministro è possibile che il vero posto di comando vada nelle mani nel premier. Inoltre Medvedev ha promesso una politica di controllate liberalizzazioni. L'economia Russa ha bisogno di modernizzare il settore energetico e deve ricostruire le giuste infrastrutture. Il nuovo rampollo dovrà sicuramente tener conto di un mastino come Putin, che ha tutt' altro che deciso di andare in pensione. Scelto come successore nel 1999 da Boris Eltsin, con un passato da colonnello nel KGB, Putin è riuscito ha creare intorno a se un seguito notevole. Interessante è il movimento giovanile dei Nashi. Quest' ultimo è formato da ragazzi e ragazze devote a Putin, il quale viene da loro adorato e festeggiato ad ogni compleanno. Alcuni dicono che questi ragazzi si stiano trasformando in robot che prendono ordini solo dal loro idolo Vladimir, e state tranquilli che in un momento di crisi di Stato aperta, saprebbero quello che fare e con chi schierarsi. Il movimento è stato fondato nel 2005 e conta 100 mila iscritti con l' età media di 19 anni e mezzo. Il Cremlino, in questi anni, ha cercato di avvicinare i giovani, in particolare gli adolescenti, usando strumenti diversi: campi estivi, i giochi, il rap, lo sport e l'informatica. Questo movimento giovanile, da mesi ha preso come bersaglio uno dei leader dell' opposizione: Kasjanov. Quest' ultimo è stato minacciato fisicamente. Kajanov dice << Mi sento minacciato fisicamente da questi ragazzi… Mi seguono. Hanno cercato perfino di farmi andare a sbattere con la macchina. I Nashi non hanno nessuna ideologia. Hanno solo un compito: sostenere il presidente Putin>> (dall' Internazionale del 29 febbraio 2008). Si pensa che questi giovani possano essere vittima di un vero e proprio lavaggio del cervello e si ritengono essere la gioventù di Putin. Per loro è impossibile che in futuro il loro presidente possa prendere ordini da qualcuno. La gente ha paura di questo movimento giovanile di massa. I Nashi hanno i loro ruoli, le loro posizioni e sono già organizzati. Il dramma è che non possono essere liquidati dal giorno alla notte.
Tuttavia penso che la Russia non sia una dittatura, ma neanche una democrazia, il temine più appropriato potrebbe essere quello di "democrazia gestita".
Insomma, Putin non si toglierà dai piedi, la sua influenza nel paese è enorme, e rimarrà, con tutto il suo peso, l' architetto della politica estera e della sicurezza nazionale. Mi chiedo se Medvedev sarà la marionetta di Putin e lui rimarrà il grande burattinaio, o se il giovane capo di Stato oserà divincolarsi dagli artigli dell' aquila.
Il Presidente russo percepisce 5.000 euro al mese, ma tutte le sue spese (dalle cravatte ai pranzi ufficiali e non ufficiali) sono a carico dello Stato. Ha 2 aerei e tutte le automobili, comprese quelle di scorta, sono blindate e Mercedes. Il Presidente della Federazione Russa, dopo aver avuto il consenso dalla Duma: approva la dottrina militare della Federazione; nomina il supremo capo delle forze armate della Federazione; presenta alla Duma la candidatura del governatore della Banca Centrale, e ne propone il licenziamento; indice le elezioni della Duma di Stato, inoltra i progetti legge alla Duma; dirige la politica internazionale della Federazione Russa.
NOTA DELL'EDITORE
Duma:Una Duma è ogni diversa assemblea rappresentativa della Russia moderna e della Russia storica. La Duma di Stato nell'Impero russo e nella Federazione Russa corrisponde alla camera bassa del Parlamento. Duma è anche il nome del consiglio dei primi governatori della Russia (Duma di Boyar), come anche dei consigli cittadini della Russia imperiale (Dume municipali). http://it.wikipedia.org/wiki/Duma