.::NEWS::.
 
 
2007                 www.romaforfun.org                Some rights researved
 
.::RUBRICA::.  Attualità
www.romaforfun.org
Creative Commons License
.
di Tommaso Pipan
ABORTO:
Pagherete tutto pagherete caro, o forse no?-
di Tommaso Pipan

Dove sono le figlie di quelle ragazze che 30-40 anni fa lottavano per i diritti delle donne? Probabilmente a fare qualche provino. E perché Pannella non sta facendo l'ennesimo sciopero della fame per una volta che ne vale la pena? Forse è inutile la provocazione, quindi cerchiamo di capire le motivazioni di questa fantascientifica proposta del papa tedesco e quali conseguenze avrebbe sulla società moderna e a chi farebbe comodo.
Qualche anno fa mi è capitato di viaggiare in Georgia dove è ancora in uso una pratica che fino a qualche decennio fa era ancora usata in Italia. Ho conosciuto una coppia che per sposarsi senza il consenso dei parenti era fuggita in montagna ed era tornata a conti fatti, così che nessuno si potesse opporre alla loro unione. Ma quante volte nel passato mettere una donna in cinta era un metodo per sposarla, che lei fosse volente o nolente? Dopo anni di lotta per i diritti delle donne come si può voler ritornare ai tempi del delitto d'onore? Secondo il Vaticano a una donna violentata non resta che crescere il simbolo di quella infamia pagandoli vitto, alloggio, educazione e magari chiamarlo Benvenuto come avrebbe voluto Pierpaolo.
Perché non si leva un grido di protesta davanti all'abolizione del aborto? Come mai all'insorgere di leggi chiaramente maschiliste non viene posta nessuna vera protesta ma solo e al massimo indignazione? In una società sempre più frammentata e isolatrice la risposta può soltanto essere la mancanza di una consapevolezza del proprio status sociale e sessuale e dell'indifferenza che volge verso la politica.
In una società dove l'educazione e la specializzazione distinguono ricchi dai poveri vogliamo proprio costringere giovani sprovveduti a rinunciare a  tale privilegio? Vogliamo forse accettare la provocazione di chi afferma che l'aborto viene utilizzato come anticoncezionale? Probabilmente chi fa tale affermazione non ha la benché minima idea del trauma che un aborto imprime su chi lo deve praticare.
Sono tanti i dubbi che ci si pone dinanzi alla proposta del Vaticano, quindi quali vantaggi porterebbe e soprattutto a chi? Pasolini si dichiarò contro quella legge 30 anni fa in un articolo a cui diedi il titolo di "jesus jeans", ma perché? Egli affermava che la proposta di Pannella avrebbe indebolito la chiesa a favore della borghesia (che era il vero nemico del movimento sessantottino) e stressava tale affermazione facendo notare che i jeans jesus indossati dai manifestanti venivano prodotti dalla borghesia. A noi basta ricordare che ricchi e chiesa sono da sempre alleati e che poco interessa questa legge a chi dispone di denari sufficienti da poter risolvere tale problema in svizzera o in cliniche private. Forse per partito preso, trovo che il sovrano (il popolo) abbia poco convenienza riguardo tale proposta, vedo invece guadagno per le cliniche private, molte delle quali sono in qualche modo collegate per gestione o proprietà della chiesa.
Probabilmente molti non sanno che il partito repubblicano negli Stati Uniti d'America da ormai un decennio spende cospicui denari per l'educazione sessuale nei licei, promuovendo l'astinenza fino al matrimonio come "migliore" metodo di prevenzione contro le malattie veneree; quindi promuovendo valori puritani e comunque cristiani. Forse il Vaticano cerca l'alleanza della chiesa puritana? Lascio a voi tale speculazione, ma voglio soffermarmi sul ruolo che svolge l'elemento spirituale su una repubblica laica. Perché mai dovrebbe avere tale pesò il credo cattolico in un paese dove essere cattolici è soltanto una questione di forma? Quante persone conoscete che una volta alla settimana vanno in chiesa, si confessano e pregano? Penso che per motivi di lobby, il peso internazionale del Vaticano induce i fortunati vincitori della "lotteria Italia" (i parlamentari) ad attribuire eccessiva importanza a un istituzione che poco ha a che fare con l'Italia contemporanea.
Dopo che nell'indifferenza con cui abbiamo lasciato rientrare i Savoia in Italia, grazie a magheggi parlamentari, subiremo un'altra violenza in silenzio? Vi rammento la reazione francese dinnanzi alla fuga di un re, la decapitazione.
Sicuramente noi ci accontenteremo di criticare il tutto davanti a un caffé con i nostri amici al bar.
APOCALYPSE OIL
Tommaso Pipan

       Ascolto Janis Joplin; drinko whisky scozzese comprato un capodanno nebbioso a Edinburgo e penso al pranzo passato con i parenti venuti da Biella ma vengo riportato nel mondo reale dalla voce di Dario Fo, "quando finirà il petrolio…" Drinko un altro po' di whisky e parto per la tangente. Mi riecheggiano nella mente le parole del premio nobel finché non si trasformano in Il giorno in cui finì il petrolio… Sembra il titolo di un film catastrofico di Hollywood. Mi viene quasi da pensare che i film catastrofici puntino proprio a non far pensare a un Apocalypse oil. Allora mi viene da pensare se sarà questo l'evento storico a cui assisterò? Ho sempre presupposto di essere testimone di qualche evento trascendentale, ma la cultura di massa mi ha sostenuto in essa, d'altro canto il pullulare di film su supereroi marvel sta a testimoniare proprio la mancanza di idoli o eroi della nostra epoca e quindi un conseguente processo di mitizzazione del passato recente, le magliette del Che, del Duce, ai film su Evita o su Rubin Carter, detto the hurricane; sono tutti figli di una generazione che tende a mitizzare il passato forse proprio per dimenticare il fardello storico del 900 padre delle guerre mondiali e dell'era della distruzione nucleare. Insomma mi metto a riflettere sul "destino" dell'umanità come specie.
       Cosa ci può riservare il futuro considerando il presente? Penso a mio nonno e la passione esagerata che aveva per i film di fantascienza ambientati nello spazio. Forse mi passava il testimone di una generazione che avendo vissuto lo sbarco on the moon e che aveva fantasticato molto sulla scoperta dello spazio. Mi chiedo se avesse visto Guerre Stellari e m'immagino un porto spaziale, caotico e anarchico, pieno di cacciatori di taglie e quindi privati esploratori/viaggiatori dello spazio. Che bello poter comprare una Peugot 2006 per svignarsela su Venere per il weekend. Io però pensavo a un futuro più vicino. Più imminente l'esplorazione dello spazio gestita da potenze nazionale? Non so, più verosimile invece trovo l'ipotesi che un giorno in cui sarà auspicabile lasciare una Terra satura, i ricchi riusciranno a svignarsela e il resto resterà a fare non so cosa. Mi chiedo comunque tra quanto tutto questo succederà.
       To the nut però: Parlando molto genericamente, gli scienziati ascoltati precedentemente e/o durante il Protocollo di Kyoto parlavano di conseguenze entro i 20-30 anni. Metto in parabola, non intravedo la possibilità di colonizzazione spaziale, e quindi la possibilità di salvare le chiappe in caso qui vada tutto a gambe all'aria entro i prossimi 50 anni, diciamo anche 100. Da quanto ho capito il problema di cui parlavano i quattrocchi si chiamava Effetto Serra e ha 2 o 3 effetti "previsti" o "probabili" come conseguenze. Mi pare fossero cronologicamente: scioglimento delle calotte polari, innalzamento del livello del mare e desertificazione. Ho sentito dire che siamo circa 6 miliardi on the planet e ho anche sentito dire che non ci sono abbastanza risorse. Certo ho notato un differente consumo alimentare tipo tra città come Jakarta e Los Angeles, però mi viene da pensare a questo fenomeno e alla desertificazione e innalzamento dei mari assieme. Non bisogna essere un borsista per capire che se le risorse scarseggiano e la terra disponibile diminuisce la situazione certo non migliora. 20-30 anni…
       Si parla tanto dell'inquinamento odierno dei paesi del terzo mondo, io per conto mio ho iniziato a immaginare una bolla con cui si possa misurare le emissioni di CO2 e varie di una città prodotte in una giornata. Poi ho iniziato a pensare a com'è cambiata la mia vita ultimamente tra domeniche verdi e balle varie e alla conseguente diminuzione dell'inquinamento prodotto da tali norme e da consapevolezze individuali del cittadino. Poi ho immaginato di poter paragonare quella bolla di cui parlavo prima tra Torino oggi e Torino 10 anni fa. Chissà quanto abbiamo inquinato di meno, il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? E ancora se potessi paragonare, sommare le bolle degli ultimi 5 anni con quella dei precedenti 5, sempre a Torino, quanto abbiamo inquinato di meno? Secondo me poco, e mi viene da paragonare la bolla odierna di Torino con che so di Città del Messico o Pechino che del protocollo di Kyoto se ne infischiano. Vorrei allora anche poter paragonare le emissioni di Città del Messico ieri con una città d'Europa paragonabile a una megalopoli di 20-30 anni fa, quando eravamo ancora vergini di dinamiche ecologiche e inquinavamo a iosa. Secondo me i dati sono imparagonabili, prendendo anche Parigi nel 1975 che avrà avuto 10 milioni di abitanti, non riesco a trasferire il traffico della tangenziale di Città del Messico in ora di punta oggi con una Parigi di 30 anni fa. Secondo me oggi produciamo globalmente enormemente di più di quanto non facessimo 30 anni fa in Europa e America, che sono demograficamente imparagonabili a paesi come la Cina. Che differenza può fare nell'emissione globale diurna lo sforzo, per quanto meritevole, di un paese come la Finlandia, della quale wikipedia sostiene abbia 5,2 milioni di abitanti (in Italia 59,4, la Cina "ufficialmente" 1,306,313,813 e  Città del Messico nel 2005 contava 19,3 abitanti registrati nella zona metropolitana, o meglio il 20% dell'intero paese, giusto per avere un paragone) e se si paragonasse demograficamente l'Europa e l'America con i paesi industriali in via di sviluppo che impatto può avere la sola riduzione delle emissioni dei primi sul panorama mondiale? Anche paragonando paesi economicamente e tecnologicamente avanzati che possono "permettersi" il lusso di applicare leggi ecologiche, trovo che complessivamente l'incidenza sul fenomeno sia marginale, soprattutto se consideriamo che la massificazione di prodotti nel mondo avvenuto negli ultimi anni ha incrementato notevolmente la "potenzialità" d'inquinamento della specie umana.
       Ultimamente ho fatto spesso Torino-Roma sia in treno che in aereo e meno recentemente in macchina. Ho paragonato i consumi in maniera molto marginale con i prezzi. Allora un volo Torino-Roma consuma abbastanza carburante da poter bastare ai 200 viaggiatori per un mese e costa tra i 80 ai 200 euro (ho detto molto marginale:).
       In Macchina tra pedaggi e benzina il sito della Michelin dice 87 Euro.
       In Treno pago dai 50 ai 100 Euro dipendendo da tipologia di treno e classe. Forse non lo sapete ma i treni vanno ad elettricità (forse anche prodotta con petrolio ma l'elettricità una volta in circolo ci resta finche consumata se no continua a girare) probabilmente comprata dalla Francia e ipso Nucleare e quindi di inquinamento modico (escludendo le scorie e sperando che i francesi le trattino a dovere).
       In conclusione, proporzionalmente al consumo di petrolio (quindi emissioni di CO2) i prezzi non hanno alcuna logica, riguardo l'argomento fino ad ora trattato. Che senso ha fare una domenica verde una volta ogni 3 mesi (364 - 4 = 360 di inquinamento normale) se non abbiamo neanche l'accortezza di rendere le vetture un bene di lusso (ricordo il pedaggio introdotto a Londra per varcare il centro)? Certo se l'ambiente fosse considerato alla pari di alcuni reperti archeologici che godono del titolo di patrimonio culturale dell'umanità, forse sarebbe diverso (provate oggi a prendere a martellate la Pietà di Michelangelo di Roma e fatemi sapere come va a finire). Con queste considerazioni vedo 4 alternative dinanzi agli effetti pronosticati dal protocollo di Kyoto:

1)        Fuga dal pianeta, ricerca di pianeti abitabili e colonizzazione e/o guerra con i locali (d'altra parte se è abitabile qualcuno ci deve sta!).
2)        Istituzione di un ministero dell'Ambiente mondiale e probabile fustigazione in piazza dei poveri sfigati che sbagliano contenitore della raccolta differenziata (d'altra parte: nobody expects the spanish inquisition!!!).
3)        Accordo tra tutte le nazioni industrializzate del mondo e drastica riduzione delle emissioni inquinanti nei prossimi 10-15 anni e conseguente cambiamento radicale della vita come la concepiamo oggi (pura fantascienza).
4)        Tutto rimane come oggi, finchè un giorno la vita reale sarà finalmente come nei film, correte al primo negozio d'armi raccattate quello che trovate poi fiondatevi a razziare il supermarket più vicino etc… Ma invece degli zombi, delle malattie, vulcani o godzilla e via dicendo, beh non ci sarà più l'elettricità, gli ospedali non funzioneranno i poliziotti dovranno intervenire correndo per le città, d'inverno dalle 7 non si vedrà più niente, beni di lusso saliranno alle stelle(quelli che vogliono energia)  etc etc.. Apocalypse oil!

       Io accumulo scorte di tequila e arance, almeno così non mi mancherà tequila-sunrise per godermi lo spettacolo visto che trovo la 4a la più probabile e intanto ascolto Janis:
Oh lord won't u buy me a Mercedez-Benz
Oh lord won't u buy me a colour Tv
Darling 4 dollars is trying to find me
I'll wait for delivery each day until 3
Oh lord won't u buy me a colour Tv
Oh lord won't u buy me a night on the town
I'm counting on you lord, please don't let me down
Prove that u love me and buy me the next round
Oh lord won't u buy me a Mercedez-Benz
My friends all drive all drive Porches
I must make amends

P.S. Lo sapevate che per produrre l'idrogeno per le suddette vetture serve energia e quindi petrolio o al massimo carbone per essere prodotto in massa?

V-day sabato 8 settembre 2008
Tommaso Pipan
8 settembre 2008
       
       "La politica del paese è congelata nell'immobilità, un inverno di quindici anni è seguito alla Primavera di Praga(…). Nessun impulso di riforma proviene dall'apparato epurato, rannicchiato e corrotto. I leader di partito più giovani sono critici in modo devastante, ma cinicamente e solo in privato, mentre la maggioranza dei cechi non si rivolge al partito per nulla(…). Non mi è mai capitato di andare in un paese dove la politica e l'intera vita pubblica siano oggetto di tale, suprema indifferenza. "-Gordon Ash (storico Inglese) riguardo la Cecoslovacchia dopo le manifestazioni del 1968
       
       Sono andato a dormire domenica sera pensando a un Italia che si rispecchia nella situazione della Cecoslovacchia del '68; disinteressata, delusa, rassegnata ad accettare le decisioni prese dal governo. Sarà per quello che è successo a Falcone e Borsellino e tanti altri giudici, o gli avvenimenti degli anni 90 o forse l'impunità di certi parlamentari che spudoratamente fanno lo slalom tra legalità e non, quasi alla luce del sole.
       Ma questa mattina quando sono sceso a prendere un caffé a piazza Castello, ho visto un Italia diversa, forse nuova. Il V-day con la sua proposta di legge per cacciare i parlamentari criminali (vorrei evitare di entrare nel merito della definizione di chi rientra o non alla categoria) e di limitare i mandati parlamentari a due. Un comico odierno avrebbe detto "grazie signore grazie". Tutte e due sono delle proposte sacrosante, aggiungo solo che sarebbe da definire una legge che assegni la decisione dei salari parlamentari a qualche altro organo che non sia il parlamento, anche perché 18,000 euro al mese mi sembrano eccessivi. Evitiamo di discutere anche della pensione parlamentare che si, viene assegnata di diritto dopo 2 mandati parlamentari, ma è anche vero che viene data solo dopo il pensionamento. Ma torniamo al nocciolo della questione; da stamattina fino a notte inoltrata il popolo torinese è affluito a piazza castello come tutti i weekend, ma oggi sabato 8 settembre invece di fare le suddette "vasche" o all'inglese Window Shopping si sono accodati a una fila tortuosa che si districava per la piazza proprio come a Disneyland. Quando poi verso le 22:00 erano finiti i moduli per  raccogliere le firme è stato subito allestito un bancone dove firmare per attestare la VASTA affluenza.
       Non so cosa faranno lunedì i politici (spero tremino) ma in piazza ho visto facce e vestiti diversissimi. Per essere politicamente corretto ho visto Torinesi, Neo- Torinesi, famiglie con bambini, drogati, negri e addirittura dietro di me c'era un livornese!!!  Che i politici si accordino tra di loro, da oggi il popolo tramerà alle loro spalle come loro hanno fatto alle nostre per 30 anni.

.::FINESTRA SULL'ATTUALITA'::.