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CORSA ALLA CASA BIANCA: RUDOLPH GIULIANI
-un repubblicano atipico
di Riccardo Chionne


       L'articolo di questa settimana lo dedico a Rudolph Giuliani, che pian piano stà rinunciando al suo sogno di diventare il "presidente del mondo".
       << Ciao. Mi ricordo quando eri sindaco di quella città che tranquillizzavi con qualche manganellata di troppo. Non sei stato solo il sindaco di Nev York, ma il sindaco d'America, quell' America che hai tirato fuori dalle macerie dell' 11  settembre. Hai lasciato la tua città perché volevi occuparti dei bisogni di tutti gli americani ed hai scelto di puntare tutto sulla Florida. Il tuo gioco alla roulette russa mi ha  appassionato alla grande ed è stato una delle attrazioni di questa strana campagna elettorale. Quando ho saputo che McCain ti aveva stracciato, mi hai fatto tanta tenerezza.
       Sebbene non possa dimenticare la tua collaborazione con Giovanni Falcone, quando insieme siete riusciti a mettere in ginocchio la mafia italo - newyorchese, e non dimentichi nemmeno i tuoi risultati sulla sicurezza quando eri sindaco della Grande Mela. Tuttavia non posso accettare, che i tuoi consiglieri militari, sarebbero stati  i peggiori neocon guerrafondai che esistono sulla faccia della terra.  I tuoi proclami NO TERRORISM, NO TERRORISM NO TERRORISM, mi hanno sempre fatto pensare che la maggior parte dei soldi degli americani, sarebbero finiti a rimpinguare soprattutto le casse del Ministero della Difesa. La tua linea dura, il tuo sorriso smagliante ed il tuo carisma si sarebbe sposato bene con un Segretario di Stato  come Enry Kissinger, e poi, come lui, ti saresti anche fatto fare una bella intervista dalla povera Fallaci. Ma il sogno per te sembra essere finito>>.


       Rudolph Giuliani, figlio di immigrati italiani, dopo essersi laureato in legge, viene nominato Assistente del Ministro della Giustizia. In seguito, Ronald Reagan lo nomina Procuratore Federale del South District di New York procurandosi il soprannome di "Procuratore di ferro" e si fa soprannominare anche "lo Sceriffo"!. Quando (nel 1994) diventa sindaco di New York, inizia la sua famigerata politica della "tolleranza zero". Dopo l' attentato alle Torri Gemelle il Times lo nomina "Uomo dell' Anno". Durante le attuali elezioni, Giuliani ha adottato una tattica rischiosa, rinunciando a fare una campagna elettorale nei "piccoli" Stati e concentrandosi solo su quelli più importanti. Personalmente lo considero un repubblicano atipico nella America contemporanea. Rudy infatti  è favorevole alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, rispetta i gay, non è anti-abortista, è separato e non focalizza ne sue attenzioni sugli "aspetti religiosi" della società. Potremmo ritrovarcelo vice di MacCain? Speriamo di no.