2007                 www.romaforfun.org                Some rights researved
 
 
www.romaforfun.org
Creative Commons License
.
..::GUIDA ONLINE DEI MONUMENTI ROMANI::..
di Dr. Maurizio Benvenuti
Tutte le pagine di  www.romaforfun.org

:: SABATO << luXury >> :: VENERDI AKAB :: SABATO BALIC :: FESTE DI LAUREA & COMPLEANNI :: TAVOLI IN TUTTA ROMA ::POLITICA INTERNAZIONALE :: RASSEGNA STAMPA :: NOTIZIE DALL'ESTERO :: EDITORIALE :: A PIEDI PER ROMA :: GUIDA DI ROMA :: BED & BREAKFAST :: INFO MUSEI :: DOVE MANGIARE :: COME CI ARRIVO ? :: :: LA PAGINA DI VALENTINA FALONI :: PRESS RELEASE (UFFICIO STAMPA) :: LA PAGINA DI MAURIZIO BENVENUTI :: COS'E' ROMAFORFUN :: IL NOSTRO STAFF :: LA NOSTRA LINEA EDITORIALE :: I NOSTRI PARTNER :: LA NOSTRA LOTTA AL BULLISMO :: LAVORA CON NOI
LOCAL GUIDE
English speaking

Dr. Maurizio Benvenuti

E-mail: maurizio@romaforfun.org
Cell Phone: 0039 328 43 25 177

Majored at University of Studies of Rome "La Sapienza" in Foreign Languages
Le Statue Parlanti Di Roma:
       
       Il "Facchino" (fig.1) è una piccola fontana che rappresenta una figura maschile, il cui viso è andato quasi del tutto perduto, nell'atto di versare acqua da una botte; l'abito indossato dalla figura è il costume tipico della corporazione dei facchini, da cui il nome del personaggio.
       La statua originariamente si trovava sulla facciata principale del nobile palazzo De Carolis (oggi noto come palazzo del Banco di Roma), in via del Corso, non lontano dall'attuale piazza Venezia; nel 1874 fu spostata a via Lata, proprio dietro l'angolo. Risale alla seconda metà del XVI secolo, e secondo una tradizione popolare fu ispirata dalla figura di un acquarolo, colui cioè che raccoglieva acqua dalle fontane pubbliche per rivenderla porta a porta, a modico prezzo. Nessuno sa chi fosse l'autore della fontana; trattandosi di un'opera pregiata, nonostante le sue condizioni attuali, lo stesso Michelangelo ne era stato ritenuto (erroneamente) l'artefice.
       




















       Un'altra statua è conosciuta come "Madama Lucrezia"(fig.2) e si trova in un angolo di Palazzetto Venezia, in piazza San Marco, adiacente a piazza Venezia.
       Questo enorme busto marmoreo, alto circa 3 metri, proviene da un tempio dedicato a Iside e raffigura una donna, forse una sacerdotessa di questo culto o forse la stessa Iside. Il soprannome gli deriva da una nobile dama piuttosto conosciuta, di nome Lucrezia, che visse nel XV secolo. Si era innamorata del re di Napoli, il quale era già sposato; per questo motivo Lucrezia venne a Roma per cercare di ottenere dal papa la concessione del divorzio per il sovrano, ma il tentativo fallì. L'anno seguente il re morì; l'ostilità del suo successore costrinse la dama a tornare a Roma, dove abitò appunto presso la suddetta piazza.



























FUI DELL'ANTICA ROMA UN CITTADINO
ORA ABATE LUIGI OGNUN MI CHIAMA
CONQUISTAI CON MARFORIO E CON PASQUINO
NELLE SATIRE URBANE ETERNA FAMA
EBBI OFFESE, DISGRAZIE E SEPOLTURA
MA QUI VITA NOVELLA E ALFIN SICURA

Questo breve epitaffio si legge sulla base che sostiene l'"Abate Luigi"(fig.3) in piazza Vidoni, non lontano da piazza Navona, sul muro sinistro della chiesa di S.Andrea della Valle.
La statua raffigura un uomo con una toga di foggia tardo-romana; il soprannome fu probabilmente ispirato dal sacrestano della vicina chiesa del Sudario, il quale - secondo la tradizione popolare - rassomigliava molto alla figura scolpita. La piazza era la collocazione originale dell'"Abate", ma nel corso dei secoli la statua cambiò sede diverse volte, tenuta in scarsa considerazione, finché nel 1924 non fu ricollocata nel medesimo spiazzo.































Il "Babuino" (fig.4), cioè babbuino, è una figura distesa di Sileno, davanti alla chiesa di S.Attanasio dei Greci, nella centrale via del Babuino. Funge da elemento decorativo per una fontana semplicissima, una volta usata per abbeverare i cavalli, sul cui bordo il vecchio personaggio sta appollaiato sin dal Rinascimento. Il soprannome dato alla figura è la conseguenza della faccia ghignante del sileno, ora resa ancora più grottesca dall'usura del tempo.

Fig 1 : il "Facchino"
Fig 2 : il "Madama Lucrezia"
Fig 3 : "Abate Luigi"
Fig 4 : "Babuino"